1986/1987: AF1 50 - Tipo AB La AF1 50 del 1986, tipo AB caratterizzata dal codice omologativo OM 52107, è il primo vero cinquantino stradale pensato come una moto di maggiore cilindrata. Fino ad allor...
1986/1987: AF1 50 - Tipo AB
La AF1 50 del 1986, tipo AB caratterizzata dal codice omologativo OM 52107, è il primo vero cinquantino stradale pensato come una moto di maggiore cilindrata. Fino ad allora l’unica seria proposta era la Malaguti RGT del 1984 che però ha ormai una linea antiquata con dotazioni di bordo superate.
Delle case italiane impegnate nella produzione di moto di piccola cilindrata, Aprilia è sempre stata la più attenta alle mode del momento e la più attiva nel presentare un prodotto giovane e che piacesse ai giovani. La piccola AF1 è quindi un’assoluta pietra miliare in questo senso.
La AF1 50 ‘86 è anche la prima AF1 in assoluto ad essere prodotta e difatti viene posta in vendita con un anno di anticipo rispetto alla sorella maggiore AF1 125 del 1987.
La AF1 è una moto che vuole entusiasmare subito e comincia a farlo proprio dal nome. Infatti, AF1 significa “Aprilia F1”, dove “F1” è un chiaro riferimento al mondo delle corse automobilistiche. Un’idea del marketing Aprilia che lega il termine F1, che significa eccellenza ingegneristica, al nome della casa di Noale.
La linea della piccola AF1 è veramente splendida e la vivace colorazione bianco/blu/rosso offre veramente qualcosa di nuovo ai quattordicenni dell’epoca. Nel corso del 1987 arriva anche una seconda colorazione rosso/nero. Il prezzo nel 1986 è di Lire 3.280.000 per la versione full optional che offre freno a disco posteriore ed avviamento elettrico. (Lire 2.980.000 per la versione base con freno a tamburo posteriore ed avviamento kick starter)
La ciclistica della AF1 50 è veramente degna di nota. Mai fino a prima si era osato tanto su un semplice cinquanta.
Il telaio perimetrale in acciaio lascia subito intendere le prestazioni che è capace di gestire sono ben superiori alla velocità codice. Le sospensioni si avvalgono di una forcella Aprilia da 30 mm e di un ammortizzatore posteriore abbinato alla sospensione APS che lavora su un forcellone in acciaio. L’impianto frenante si avvale di un disco anteriore da 220 mm ed al posteriore di un disco da 220 mm (o tamburo da 118 mm). Le ruote lenticolari sono da 16” all’anteriore e da 17” al posteriore.
Il motore è il conosciuto Minarelli RV4 a quattro rapporti con raffreddamento a liquido ed ammissione lamellare caratterizzato da un gruppo termico disegnato secondo specifiche Aprilia. Il medesimo gruppo termico che equipaggia anche le enduro Etx e Tuareg. Un ulteriore segno distintivo rispetto alla concorrenza che utilizza il medesimo motore, ma con gruppo termico “base”.



APRILIA AF1 50 PROJECT 108 ‘88
A due anni dalla presentazione della AF1 50, nel 1988 Aprilia rinnova profondamente la sua cinquanta stradale che ora assomiglia in tutto e per tutto alla sorella di maggiore cilindrata Sintesi 125.
Curiosamente, la nuova AF1 50 ’88 adotta il nome della AF1 125 ’87, ovvero Project 108. Un motivo probabilmente da ricercarsi nella volontà del marketing Aprilia di voler sottolineare l’adozione del forcellone monobraccio (chiamato appunto “progetto 108) che per la prima volta viene adottato su un cinquantino.
Solo una colorazione è disponibile ed il prezzo è di Lire 3.350.000 con, a differenza della precedente versione, avviamento elettrico e disco posteriore di serie.
Le modifiche apportate rispetto alla AF1 ’86 sono molte ed effettivamente la nuova AF1 50 ne esce come un modello inedito. Praticamente, solo il motore Minarelli RV4 e la strumentazione rimangono invariati. Vediamo le modifiche adottate:
APRILIA AF1 50 ‘89
La AF1 50 ’89 riprende ancora una volta le linee della sorella maggiore di 125cc e per la prima volta viene proposta anche in versione Replica, dedicata al belga De Radigues che sostituisce Loris Reggiani per la stagione ’89.
La colorazione replica però non è l’unica offerta ed infatti viene introdotto un bianco/rosso che riprende quanto visto sulla precedente versione. Il prezzo nel 1989 è di Lire 3.640.000 con avviamento elettrico incluso. Rispetto al precedente modello le modifiche sono concentrate in una nuova e più sportiva strumentazione Veglia Borletti che è praticamente identica a quella montata sulla 125 ed un nuovo disco a freno anteriore di grande diametro.
Il motore viene adeguato alle nuove normative Codice che ora limitano il numero dei rapporti al cambio solo a tre e viene adottato un nuovo gruppo termico. Il motore Minarelli viene quindi aggiornato ed assume il nome di RV3. Vediamo quindi le modifiche apportate:
Probabilmente per smaltire i banchi motore RV4, su diversi RV3, l’ingranaggio del quarto rapporto viene semplicemente bloccato. Sugli RV3 di nuova produzione, viene invece rimosso del tutto. Pertanto, per capire se l’ingranaggio esiste o meno è sufficiente portare il cambio in terza marcia e “cercare” il rapporto superiore provando a muovere la leva del cambio. Se questa sale, senza ovviamente innestare il rapporto, significa che l’ingranaggio della quarta è presente e bloccato. Se invece, la leva non si muove, allora l’ingranaggio è stato rimosso.
