I Miei Ricordi…


Credo di aver sempre avuto le due ruote nel sangue.

Il primo lucido ricordo che ho di me con le due ruote è del 1982, una vacanza – nell’allora – splendida Costa Smeralda. Mi ricordo il cuoco dell’albergo posteggiava dietro le cucine una Vespa PX e io a rompere le scatole ai miei per aiutarmi a salire per poter immaginare chissà che cosa…


Mi ricordo la prima volta guidai un motorino, un orribile Garelli a pedali, a casa del mio amico Stefano: una sensazione di libertà che posso descrivere soltanto pensando a quando si sogna di volare e ci si sveglia tutti contenti. Da lì il passo fu breve e verso gli undici anni non c’era moto che non mi facesse girare la testa o sulla quale non volessi salire per provarne la posizione di guida.


La prima 125 che ricordo è senza dubbio la Honda NS-F del ‘85 che tanto di moda andava tra i paninari dell’epoca, quelli che si trovavano in Piazza San Babila a Milano vestiti Moncler e Timberland con le sfitinzie tutte vestite Nay Oleari. E poi l’Aprilia Sintesi del ‘88, la Futura  del ‘90 col codone rosso che mi faceva andar via di testa, la NSR-F con la quale sognavo di andarci al mare e portarci qualche bella biondina e poi…(cavolo! ne ho sposata una! grazie amore che mi tolleri  ancora con tutte queste moto – voi mi capite, no?)


Compiuti i 14 anni mio padre mi compra un Malguti Fifty top verde scuro. Sicuramente sono stato tra i fortunati che ebbero il 50ino subito- subito, ma ragazzi, mio padre, pensando il Fifty fosse più sicuro della Futura 50 che tanto volevo, non sapeva quanto truzzo fosse quel motorino! Che vergogna andarci in giro! Comunque… truzzo o no… tante Futura 50 hanno preso tante bastonate da quel pazzo motorino che con una “leggera” elaborazione filava come un aereo.


Però poi ecco il sogno che si materializza: la promozione in terza superiore e mio padre che mi promette la tanto agognata 125 a Settembre. Ricordo l’estate del 1993 ero nell’isola di Jersey e con gli amici di viaggio non si faceva che discutere se era meglio la RS Extrema (quella verdona e gialla), la nuova splendida NSR-R, la TZR-R Marlboro o la Mito II Lawson. Poi tornato a Luglio più confuso che mai, vado da Sibimotor in piazza Firenze a Milano e c’è lei: la mitica Honda NR 750 con posteggiata a fianco la sorellina NSR-R rossa e nera. Da quella magica visione, la RS, la Mito, la TZR e tutte le altre sparirono dalla mia mente e l’Agosto di quell’anno me lo ricordo ancora come uno dei mesi più lunghi della mia vita.


Il resto è storia: la NSR era meno veloce (decisamente!) delle Aprilia, Cagiva e Gilera, ma era la più chic, la più bella, la più maneggevole e la più comoda per portarci le fighettine. Ricordo l’amico Andrea aveva quella nell’altra colorazione gialla e nera e si andava in giro insieme facendo impennate e a gara a chi la elaborava di più. Pioggia e freddo? E chissenefrega! Dopo due incidenti (non troppo seri per fortuna) e aver cotto il motore due volte, la vendetti ad un tipo a cui la rubarono poco dopo (o se la fece rubare? Il dubbio mi è sempre rimasto). Ma era il 1996 e la burocrazia con le limitazioni a 15cv calava un triste velo su quella che fu una saga decennale assolutamente unica al mondo ed irripetibile.


Dopo aver riscoperto l’amore (mai cessato) per le 125 stradali, ho fondato un sito e aperto un forum per condividere la mia passione con tanti matti che come me non hanno mai smesso di amare queste magnifiche creazioni dell’ingegno italiano. Ah… dimenticavo che oltre al sito ed al forum, dopo aver ricomprato la NSR-R rossa nera, ho allargato la collezione a ben venti 125 stradali che vedete (e vedrete!) nelle foto sotto… ma lascio ad altra occasione parlarvi delle emozioni che suscitano oggi nel restaurarle e guidarle.


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