1988 – MX1 125
Presentata al Salone di Milano del 1987 e commercializzata a partire dall’Aprile 1988, la MX1 è una moto tutta nuova. Dotata di una carenatura studiata nella galleria del vento Pininfarina e di un nuovo telaio in acciaio, denominato Twinbox, la nuova arrivata della casa di Arcore condivide praticamente solo il motore con la precedente serie KZ/KK.
Il prezzo nel 1988 è di Lire 4.955.000 con un supplemento di Lire 295.000 per l’avviamento elettrico, sebbene sia di fatto di serie. Le colorazioni disponibili sono due: bianco/rosso e bianco/blu.
Il 1988 è un anno cruciale per il mercato delle 125 stradali e vede la nascita di moto dotatissime sotto il profilo tecnico ed estetico: Aprilia e Honda presentano rispettivamente la AF1 Sintesi e la NSR-F, ovvero le due ottavo di litro fino ad allora più dotate dal punto di vista tecnico. Cagiva, invece, presenta la più conservativa C10R, cioè un aggiornamento della valida C9, ma dotata di un propulsore più prestante e di una linea che si ispira ancora di più alla bella Ducati Paso.
Gilera si colloca nel mezzo: la MX1 non la 125 più potente, più veloce e nemmeno la più leggera. Tuttavia, gode di una rara armonia tra prestazioni ciclistiche e meccaniche che la rendono una moto molto sfruttabile ed efficace soprattutto sui percorsi ricchi di curve.
Proprio le sue grandi doti dinamiche rendono la MX1 la moto da battere nel 1988: infatti, oltre a vincere il campionato italiano Sport Production con Gimmi Bosio e ad essere impiegata con successo per il Trofeo Gilera ’88 (vinto dallo stesso Bosio), la MX1 conquista ben quattro record mondiali di velocità con Motosprint sulla pista di Nardò. (si veda la scheda dedicata alla MX1 Record).
La MX1 rimane in produzione fino alla fine del 1989, quando venne sostituita dalla MXR.
La moto in breve
La linea della MX1 è molto particolare e differisce non poco da quanto visto sulle altre 125 stradali presentate dalla concorrenza. La carenatura segue i dettami di un attento studio nella galleria del vento Pininfarina, dove tutto è stato pensato per ottenere una migliore penetrazione aerodinamica. In tal senso, il cupolino reca un piccolo deflettore all’estremità superiore per ridurre la pressione dell’aria sul pilota, mentre il parafango porta una corrente ottimale d’aria alle prese di alimentazione e raffreddamento sulla carena a tutto vantaggio del rendimento.
Il particolare faro anteriore sdoppiato è in sostanza lo stesso della KZ Endurance e contribuisce a rendere il cupolino della MX1 molto originale. Peccato solo gli specchietti che sembrano più delle brutte antenne e disturbano la pulizia della linea.
Il serbatoio è molto sviluppato verso l’alto, sebbene non sia affatto un serbatoio, ma piuttosto un generoso vano portaoggetti. Si tratta di una soluzione simile a quanto visto sulla KK, sebbene a differenza di questa vi sia solo un serbatoio da ben 17 litri posizionato sotto al motore ed ovviamente protetto da una paratia anticalore. Il vero bocchettone di rifornimento, protetto da serratura, è quindi collocato sul lato destro all’interno della carenatura e naturalmente è prevista una pompa elettrica che mette in comunicazione il serbatoio con il carburatore (non esiste il rubinetto del carburante).
La nuova soluzione adottata dai tecnici Gilera permette quindi un doppio vantaggio rispetto alla KK: abbassare ulteriormente il baricentro della moto a tutto vantaggio della maneggevolezza e creare spazio sufficiente per un ampio vano portaoggetti adatto a contenere perfino un casco integrale. Il tutto corredato da una qualità costruttiva eccellente ed evidente da dettagli come il finto bocchettone di tipo aeronautico che permette tramite serratura di aprire il vano portaoggetti ed il comando a molla che permette di mantenerlo alzato una volta aperto. Sempre nel vano – che ospita anche un casco integrale – trovano posto la batteria, le bocchette di aspirazione della cassa filtro ed un pratico foro apribile per accedere alla candela. Il serbatoio dell’olio è invece collocato sul lato sinistro all’interno della carenatura e quindi sulla parte opposta del bocchettone carburante.
Come visto sulla KZ/KK, il gruppo codone-fianchetti poggia su un telaio di alluminio con la sella solidale e pertanto non apribile. Meno originale la linea del codone che risulta sottodimensionato rispetto alle dimensione generali della moto, sebbene una piacevole nota racing provenga dalla doppia colorazione della sella, tanto da farla apparire una monoposto, e dai terminali di scarico sdoppiati che fuoriescono ai lati del faro posteriore.
La completa strumentazione CEV di nuovo disegno è dotata anche di orologio digitale ed i bei comandi elettrici rimangono gli stessi visti sulla KZ/KK. Molto belli i comandi a pedale tutti in lega leggera e ben disegnati.
Ciclistica
Il telaio della MX1 è una moderna struttura tipo Deltabox a doppio trave laterale scatolato in acciaio ad alta resistenza. Peccato i tecnici Gilera non abbiano pensato al più nobile e leggero alluminio, utilizzato solamente per il forcellone e per il telaio reggisella posteriore che rimane la stessa vista sulla KZ/KK.
La forcella Marzocchi ha un diametro di 35 mm ed è regolabile nella compressione in tre posizioni e dotata di piastra di irrigidimento. La sospensione posteriore è la nota Power Drive Gilera con monoammortizzatore Boge regolabile unicamente nel precarico molla.
L’impianto frenante è prodotto dalla Grimeca e all’anteriore prevede un disco fisso da 260mm servito da una nuova pinza flottante a quattro pistoncini differenziati, mentre al posteriore troviamo un disco fisso da 240 mm servito da pinza a due pistoncini contrapposti.
Le ruote a razze cave sono entrambe da 16” e montano pneumatici Pirelli MT 75 nelle seguenti dimensioni: 100/80-16 all’anteriore e 120/80-16 al posteriore.
Motore
Il motore della MX1 rappresenta la terza generazione dei propulsori Gilera nati con la RV del 1984 e mantiene la stessa struttura, sebbene rispetto al propulsore montato sulla KK le differenze principali sono:
> Nuova valvola allo scarico APTS 2 con diversa taratura e nuovo gruppo di comando (sempre meccanico-centrifugo) per migliorare l’affidabilità
> Impianto di scarico più preformante e diversa taratura del carburatore (sempre Dell’Orto PHBH 28)
> Carter esterni ridisegnati
> Cambio e trasmissione primaria rivisti
Per quanto attiene alle prestazioni, la MX1 spunta un buon risultato che conferma il lavoro di affinamento svolto dai tecnici Gilera. Con una potenza massima alla ruota di 26.01 cv a 9600 giri (25.71 cv a 9500 giri la KK) ed una velocità massima di 156,600 km/h (157,600 km/h la KK), le prestazioni rilevate risultano inferiori rispetto alla più recente concorrenza.
Nelle prove di ripresa, invece, il propulsore Gilera mostra le sue migliore qualità, dimostrandosi molto docile e spuntando nelle prove di ripresa sui 400 metri da 50 km/h un tempo di 20,587 sec ed una velocità di uscita di 91,370 km/h (22,184 sec e 80,720 km/h la KK)

