1988-1993: Gli Anni del Trofeo Gilera


Tutte le cronache dei trofei Gilera sono a cura di Andrea Buzzi – ex pilota Gilera


Siamo arrivati al 1988, nel pieno dell’era delle 125 stradali ad alte prestazioni. Dopo i successi dei trofei Laverda e Honda, anche la Gilera si affaccia al mondo delle corse nazionali essendo una delle maggiori produttrici di ottavo di litro che in quegli anni spopolavano.


L’organizzazione viene affidata alla LMC di Roma di Oliviero Cruciani, unico ed esclusivo punto fermo nel centro Italia per la Gilera. Ben organizzato e con riscontri giornalistici migliori degli anni passati, il Trofeo Gilera gode anche di buona pubblicità grazie ad un accordo fatto tra la LMC e Moto Sprint, settimanale giornalistico unico a dedicare molti spazi per i campionati nazionali. L’accordo consisteva nell’iscrivere un pilota ufficiale scelto da Moto Sprint tra i suoi lettori con una prova documentata dal giornale stesso. Moto Sprint avrebbe poi seguito ogni gara pubblicando un periodico resoconto sulle sue pagine.


Nei vari anni che si susseguiranno vedremo tra i partecipanti alcuni nomi che poi avranno un certo seguito nel mondo delle corse, uno su tutti un certo Loris Capirossi. Il trofeo era infatti una competizione molto indicata per i giovanissimi che affrontavano il primo anno di gare. I costi erano infatti accettabili visto che le moto dovevano essere tutte uguali e potevano essere equipaggiate solo con un kit apposito studiato dalla Gilera e commercializzato dalla LMC. Si poteva anche gareggiare con la stessa moto nel campionato sport production visto che fino al 1990 entrambi i campionati avevano un regolamento tecnico molto simile.


In sei anni di Trofeo Gilera vedremo tutti i modelli prodotti dalla casa di Arcore che testimonieranno la corsa alle prestazioni di quegli anni, con uno sviluppo tecnico sbalorditivo da un anno all’altro. Ecco le moto usate nei sei anni di trofeo:


1988 – GILERA KZ ENDURANCE

1989 – GILERA MX1

1990 – GILERA SP 01

1991 – GILERA SP 02 E CRONO

1992 – GILERA CRONO

1993 – GILERA GFR


Nelle cronache dei vari anni affronteremo anche l’aspetto tecnico e le differenze tra i vari modelli , cercando di mettere in risalto l’effettivo miglioramento del mezzo tra un modello ed un altro, che non sempre c’è, visto che talvolta ci si deve adeguare alle richieste di mercato, o ad un risparmio di produzione non sempre in linea con le necessità che si hanno in pista. Proprio questo aspetto sarà la causa di mancanza di risultati eclatanti negli anni dopo il 90,  nel campionato sport production dove la Gilera si confronta con le altre 125 dell’epoca.


REGOLAMENTO TECNICO


Il regolamento tecnico del trofeo era molto semplice. Le moto dovevano essere tutte uguali esteticamente e si doveva usare esclusivamente materiale fornito nel Kit, ovvero: pasticche freno, olii vari, trasmissione finale, gomme, scarico ed abbigliamento.


Per quanto riguarda il motore non era permessa nemmeno la lucidatura dei condotti di travaso. Comunque, visto non tutti i cilindri uscivano dalla fabbrica con le stesse identiche misure, il regolamento permetteva nei controlli post-gara una percentuale di tolleranza (circa 2,5%) che dava ai preparatori più scaltri interessanti possibilità. Infatti, con una leggera lavorazione e raccordatura dei travasi, seguita da una successiva sabbiatura per nascondere i segni di lavorazione, si otteneva un rendimento superiore pur rimanendo sempre in regola con la percentuale di tolleranza imposta, come sulle misure depositate in fiche di omologazione.


Per la ciclistica si poteva sostituire l’ammortizzatore posteriore con uno di marca esclusivamente “BITUBO” non fornito nel Kit, mentre per le forcelle si poteva solamente sostituire l’olio e spessorare le molle.


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