Honda NSR 125 R – 1993


Per me tutto (ri)comincia con la “Raiden carenata” o meglio come noi sedicenni di allora erroneamente chiamavamo la NSR-RP JC 22 del ’93. Una sigla decisamente noiosa!

La R in colorazione rosso/nero è stata la mia prima 125, quella che avevo a 16 anni. Purtroppo il fato ha voluto che la vendessi nel ’96 e che andasse rubata al secondo proprietario, ma c’est la vie…

Nel 2007 finalmente decido di ricomprare la “mia” 125 e dopo varie ricerche trovo un annuncio su motousate dove a Milano (mia città natale) un tizio vende una NSR identica alla mia del ’93 e con solo 8000km all’attivo. Unica pecca, la moto è ferma da anni in garage.

Organizzato l’appuntamento mi presento a visionarla e non vi dico l’emozione di rivedere la “mia” NSR dopo oltre undici anni! Era impolverata di brutto, ma tutta completa e con, sorpresa, solo 5000km all’attivo invece degli 8000 indicati nell’annuncio. Il proprietario l’aveva comprata a 16 anni e dopo averla usata solo tre anni, nel ’96 la mise in box senza mai più usarla né accenderla. Fortunatamente i bolli erano tutti pagati e quindi i documenti in regola!

Contrattiamo il prezzo (poco e francamente avrei fatto anche un assegno in bianco!) e la carico sul furgone, ma il viaggio inizia qua! La moto, infatti, la devo portare all’estero dove vivo e quindi… mi “occorre” una seconda 125 per rendere il trasporto meno oneroso, visto con una o due moto mi costa lo stesso. La NSR guadagna quindi una compagna di viaggio che tanto sognavo a 14 anni, ovvero l’Aprilia Futura del ’90 che descrivo in un altro articolo.

Morale… la NSR arriva in officina dal mio amico David (Big Dave!) di Evomoto e cominciano le operazioni di pulizia. Rimosse le carene ci accorgiamo di come sia in effetti perfettamente conservata: tutto è perfettamente in ordine ed originale. Tutti gli adesivi e le avvertenze perfettamente leggibili e ben attaccati. Ha proprio 5000km!

Dopo un bello sgrassaggio ed una lucidata le sovrastrutture tornano nuove. Sembra veramente appena uscita dal concessionario!

Il motore non lo facciamo partire subito ed il motivo è presto detto: il filtro aria è stato completamente polverizzato dal tempo e le parti interne del carburatore sono state completamente corrose dalla benzina che è rimasta dentro per oltre 11 anni!

Nel compenso il pistone non è bloccato, ma apriamo comunque il gruppo termico per cambiare le fasce, le guarnizioni e dare una bella pulita a tutto compresa la valvola RC e l’espansione di scarico.

Quindi revisionato il carburatore, sostituiti tutti i liquidi, batteria nuova e… il mono Honda torna a cantare! Che bello! Ritorno ad udire il rumore inconfondibile del propulsore NSR accompagnato da quel magico odore di olio combusto che fa tanto incazzare gli ecologisti, ma che noi patiti duetempisti mai cresciuti respiriamo a pieni polmoni!

Montate nuove Pirelli MT 75 e debitamente revisionati sospensioni e freni, la piccola NSR è pronta a nuove avventure ma… in ormai quasi tre anni, di strada ne abbiamo fatta poca assieme, solo circa 600km. Un uso paragonabile a quello che ne facevano certi sedicenni che all’epoca che si prendevano sempre in giro… si proprio quelli che la moto d’inverno non la usavano, mai con la pioggia e sempre tenuta in garage sotto ad una coperta. Ma che volete farci… poi si cresce e si impara ad apprezzare i pregi ed i confort delle quattro ruote e poi dopo 17 anni anche la NSR si merita di essere trattata coi guanti di velluto.

Beh… a dirvi la verità la NSR è ancora una bruttissima cliente per le 125 moderne, strozzate e limitate a 15cv o peggio mosse da loffi motori a 4T. Diciamo che sotto questo profilo, la NSR si difende ancora bene e sono diverse le CBR 125 lasciate in una nube azzurra coi loro inesperti proprietari a chiedersi come un 125 possa andare così tanto…

Come guida, che dire: ogni due tempi esce diverso dalla fabbrica ed è un fatto certo che a parità di condizioni, certi motori vanno più (o meno) di altri. Nel mio caso, la NSR che ho comprato me la ricordo identica a quella che avevo a sedici anni, ovvero nettamente meno performante di altre ottavo di litro dell’epoca come Aprilia e Cagiva. Forse sono stato sfigato due volte…

Diciamo che sulle strade di campagna dove la uso, l’ago del contachilometri raggiunti i 130 indicati rallenta molto la sua corsa e per segnare oltre 150 ha bisogno di spazi molto lunghi. Insomma i famigerati 12500giri dei quali parlavano le riviste dell’epoca sono una chimera, dovuta probabilmente ad “accorgimenti particolari” adottati sulle moto oggetto di quelle prove. Vi assicuro che da originale non va oltre gli 11500.

Come ciclistica, invece, le soddisfazioni sono ancora molte e gli angoli di piega elevati. Sicuramente è una ciclistica più facile delle concorrenti GFR, Mito e RS Extrema e ciò è anche dovuto all’assetto non troppo caricato sui polsi, alle pedane non troppo arretrate ed alla dimensioni inferiori delle gomme rispetto alle concorrenti più pistaiole.

In sella si apprezza comunque la solidità che contraddistingue le moto Honda.

Difetti veri e propri non ce ne sono, salvo un motorino d’avviamento non sempre pronto e la necessità a freddo di scaldare sempre per alcuni minuti la frizione prima di inserire la marcia, pena lo spegnimento del motore. Decisamente di pessima qualità alcuni componenti come le pedane ed il copri forcellone di plastica.


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