Honda NSR 125 FJ – 1988


La Nsr-f era ed è un moto unica. Sono cresciuto a Milano dove vuoi perchè il traffico è sempre stato esagerato, vuoi perchè in città gli smanettoni hanno meno spazi dove sfogarsi, la piccola Nsr si è sempre ben distinta dalla concorrenza più sportiva.

Ricordo come fosse ieri intere file di Nsr posteggiate davanti ai vari licei meneghini: alcune tenute perfettamente in ordine ed altre decisamente fanè. Un fenomeno durato almeno fino ad oltre la metà degli anni 90. Infatti, mentre le 125 più sportive come Aprilia e Cagiva spesso sparivano dalla circolazione una volta usciva un nuovo modello, le Nsr rimanevano invece in giro per le strade. Merito della qualità Honda, ma anche della versatilità del mezzo che la rendeva facile da guidare e decisamente più adatta a girare anche in due per la città.

Ricordo tutte le colorazioni prodotte della F inclusa la più oscena di tutte, quella blu/bianca coi cerchi a tre razze viola prodotta nel 1989, che aveva l’amico Edu. Un altro amico aveva la F II nera/acquamarina con i cerchi a cinque razze color acquamarina con la quale abbiamo fatto le cose più pazzesche. Che abbinamenti di colore, eh? Se volete vederle visitate le sezioni dedicate alla Nsr sul sito.

Non ho mai posseduto una F, ma credo di averle guidate un pò tutte negli anni 90. Ricordo con piacere la prima versione blu/nera con i cerchi arancioni. Nonostante fosse del 1988, a Milano, se ne vedevano tantissime anche nei primi anni 90. L’altra colorazione ’88, la verdona che vedete in queste foto, era forse meno diffusa, ma era quella che più mi faceva battere il cuore. Ho poi sempre adorato quei cerchi a tre razze, molto più belli dei successivi a cinque razze. Ma credo di essere l’unico al mondo a pensarla così…


Già negli anni 90 coltivavo l’insana malattia del collezionismo e già allora non mi sarebbe dispiaciuto avere una F come seconda moto. Ma le finanze erano quelle che erano e certamente mio padre non mi avrebbe mai preso una seconda 125 per assecondare i miei capricci. Quindi quando ho (ri)iniziato l’avventura con le 125 stradali, la F verde era tra le prime nella mia lista di moto da avere.

Qualche mese fa ho trovato questo esemplare perfettamente originale e conservato con solo 5.700 km all’attivo. Una vera fortuna, visto le Nsr ben tenute non sono molte. Oltretutto la mia non presentava nemmeno i difetti tipici delle prime Nsr, ovvero i cuscinetti di banco rumorosi e l’ammortizzatore posteriore scoppiato. Infatti, chi guidava le Nsr all’epoca, si ricorderà il rumore di ferraglia che i cuscinetti di banco facevano dopo poche migliaia di chilometri. Niente di grave perchè duravano anche oltre i 30000 km, ma certamente non era un bel rumore. Gli ammortizzatori poi soffrivano i carichi eccessivi e quindi se non si era dei fantini e si girava in due sul pavè in città… poche migliaia di km e l’ammortizzatore era cotto.

Insomma con una bel tagliandone, guarnizioni nuove per il cilindro, revisione del carburatore ed una rinfrescata alla ciclistica, la mia verdona è tornata come nuova.

Da guidare la F è una vera favola. Devo dire che i 31cv dichiarati dalla Honda sono una chimera assoluta. Niente di più lontano dalla realtà. Quindi non aspettatevi dalla F le prestazioni delle quali parlavano le riviste all’epoca – riviste che probabilmente ricevano in prova esemplari accuratamente “messi a punto”.

Cavalli veri o meno, la F si guida che è un piacere. Facile, docile e con una valida ciclistica. Dubito le 125 economiche di oggi possano neanche lontanamente competere. Anzi, credo nemmeno una 250 moderna come la Kawasaki Ninja possa competere con al gloriosa Nsr.

Difetti, pochi. La Nsr è veramente indistruttibile. Sicuramente non soffre i problemi comuni ai due tempi più spinti e certamente conosciuti a chi abbia mai avuto un Aprilia. La manutenzione è quindi poco onerosa ed i ricambi si trovano quasi tutti per motore e ciclistica. Per la carrozzeria, i ricambi sono invece scarsi. Attenzione a specchi e frecce che ormai si trovano difficilmente.

Come detto, i cuscinetti di banco col tempo diventano rumorosi. Tuttavia durano a lungo. Ovviamente per chi dovesse cimentarsi in un restauro del motore, vale la pena di rimpiazzare i cuscinetti con quelli successivi montati dal ’92 che sono più silenziosi.  L’ammortizzatore posteriore può essere scarico laddove la moto è stata usata molto in coppia. Comunque si ricarica senza problemi e per un uso collezionistico limitato a poche centinaia di chilometri all’anno non dovrebbe dare problemi. I paracaviglie in alluminio sulle pedane pilota tendono a scolorirsi con l’uso, ma si possono riverniciare. Le manopole sporcano le mani specie d’estate, ma è un problema che si risolve… mettendo i guanti!